Dietro le quinte

Il processo produttivo, fase per fase

Prova a immaginare una ciotola prima ancora che sia una ciotola: un panetto di argilla grigia, freddo, senza alcuna forma riconoscibile. Da lì al pezzo finito passano diverse settimane e diversi passaggi, ognuno con la sua funzione precisa.

Fase 1

Preparazione dell'argilla e tornitura

L'argilla arriva in panetti compatti che vengono pugilati per eliminare le bolle d'aria, un passaggio che evita crepe durante la cottura. Il blocco viene poi centrato sul tornio: se non è perfettamente centrato, la forma finale risulterà asimmetrica in modo incontrollato, diverso dalla variazione naturale che invece accettiamo.

Dal panetto centrato si alza la parete, si definisce il diametro del piatto o la pancia della brocca, si rifinisce il piede con un attrezzo a lama. Ogni forma richiede una pressione delle mani diversa: una tazza sottile per il caffè non si tornisce come una zuppiera pensata per stare in tavola tutta la sera.

Fila di brocche in ceramica appena tornite allineate su un tavolo da lavoro in attesa di essiccazione
brocche in attesa di essiccare
Fase 2

Essiccazione e prima cottura

Il pezzo tornito deve asciugare lentamente, coperto da teli leggeri per evitare che si secchi in modo irregolare e si deformi. I tempi variano in base allo spessore: una ciotola sottile richiede meno giorni di una zuppiera dalle pareti spesse.

Quando l'argilla è completamente secca, avviene la cottura del biscotto. Il pezzo esce dal forno rigido ma ancora poroso, pronto ad assorbire lo smalto nella fase successiva.

Forno per ceramica aperto con ripiani carichi di piatti e ciotole durante il caricamento per la cottura
caricamento del forno per il biscotto
Fase 3

Smaltatura con pigmenti minerali

Qui entra in gioco la parte più delicata del lavoro: la smaltatura. Utilizziamo smalti preparati in laboratorio a partire da ossidi di ferro, rame, manganese e cobalto, miscelati con una base vetrificante. Non impieghiamo pigmenti sintetici a effetto uniforme: i minerali reagiscono in modo leggermente diverso da un'infornata all'altra, in base alla temperatura raggiunta in ogni punto del forno.

Il pezzo viene immerso, versato o pennellato a seconda della forma e dell'effetto desiderato. È il momento in cui la collezione prende il suo carattere cromatico: una tonalità terracotta profonda, un verde salvia opaco, un bianco crema con leggere venature.

Ceramista che versa smalto a base di pigmenti minerali color ocra su una ciotola in argilla biscottata
versare lo smalto sulla ciotola
Fase 4

Seconda cottura e controllo finale

La seconda cottura porta il forno a temperature più elevate, tra i 1200 e i 1280°C a seconda dello smalto: è il passaggio in cui lo smalto vetrifica e si lega definitivamente al corpo ceramico. Da questo momento il pezzo diventa impermeabile e adatto al contatto con cibo e liquidi.

Una volta raffreddato, ogni piatto, ciotola, tazza o brocca viene osservato singolarmente: si controllano eventuali cavillature, difetti di smaltatura o deformazioni oltre la variabilità accettabile del mestiere. Solo i pezzi che superano questo controllo entrano nel magazzino pronto per la spedizione.

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Artigiano che controlla alla luce naturale la superficie smaltata di un piatto in ceramica appena sfornato
controllo finale, un pezzo alla volta
In sintesi

Tre passaggi da ricordare

Se dovessimo riassumere l'intero percorso in tre concetti chiave, sarebbero questi.

01

I tempi non si accelerano

Essiccazione e cottura seguono ritmi fisici che non dipendono dalla domanda: forzarli comprometterebbe la tenuta del pezzo.

02

Gli smalti sono minerali

Ossidi naturali, non pigmenti sintetici uniformi: la variazione di tono fa parte della loro natura.

03

Il controllo è manuale

Nessun pezzo lascia il laboratorio senza essere stato osservato singolarmente da chi lo ha lavorato.